DOLCIFICANTI E FLORA INTESTINALE

DOLCIFICANTI E MICROBIOMA

Abbiamo sentito tutti parlare degli studi che riportano gli effetti negativi dei dolcificanti sul microbioma intestinale. Il problema è che la maggior parte di essi:
– hanno come oggetto di studio poveri topini a cui vengono somministrate dosi irragionevoli di dolcificanti, impossibili da raggiungere per un essere umano. Inoltre, la fisiologia dei topi presenta molte importanti differenze rispetto alla nostra.
– sono studi epidemiologici osservazionali che, per loro natura, non evidenziano relazioni di causa ed effetto ma si limitano a semplici osservazioni. Ad esempio, i soggetti obesi potrebbero fare un maggior uso di dolcificanti, ma ciò non significa che i dolcificanti rendano obesi; più probabilmente, gli obesi mangiano più cibo e dunque assumono più dolcificanti. Insomma, correlazione non significa causazione.

La prima accusa che si muove ai dolcificanti è che, essendo artificiali, sono automaticamente dannosi. Eppure facciamo ampiamente uso nel nostro quotidiano di prodotti artificiali: pensiamo agli integratori di vitamine, allo sciroppo per la tosse… Pensiamo anche, invece, a sostanze naturali ma potenzialmente pericolose come l’efedra… Anche i terremoti sono naturali e la medicina artificiale… Possiamo quindi concludere a priori che naturale significa sicuro così come artificiale significa dannoso? Non direi.

Gli haters dei dolcificanti citano sempre gli stessi studi:
– il primo, in cui i ricercatori hanno versato una quantità assurda di sucralosio su alcuni batteri (escherichia coli) su una piastra di petri. L’escherichia coli è solo uno dei tanti batteri che popolano il nostro apparato intestinale e non può certo rappresentare tutta la flora batterica intestinale. Inoltre, un vetrino da laboratorio costituisce un ambiente particolarmente inorganico che non ha molto in comune con il nostro intestino. (Harpaz, 2018)
– il secondo, in cui i ricercatori hanno somministrato ad alcuni topini 15mg di sucralosio per kg di peso per 8 settimane. Ora, la dose somministrata è fuori dal comune perché rappresenta il triplo dei limiti suggeriti dalla FDA e 8 settimane per i topi equivalgono a circa 4/5 anni di vita per gli esseri umani. (Uebanso, 2017)

Ad oggi, non ci sono studi su esseri umani che dimostrano che quantità ragionevoli di dolcificanti influiscono negativamente sul microbioma intestinale. (Lobach, 2019)
Un ulteriore studio ha evidenziato che il consumo quotidiano di 780mg di sucralosio (che è tantissimo, per avere un’idea corrisponde a più di 450g di zucchero!) per una settimana non influisce sulla salute intestinale, sulla glicemia o su altri markers. (Thomson, 2019)
Uno studio ancora più recente in doppio-cieco ha riportato che i dolcificanti artificiali non sono in grado di danneggiare il microbiota (Ahmad, 2020)

I dolcificanti, se utilizzati in quantità ragionevoli, non solo non sono dannosi, ma per alcuni soggetti possono rivelarsi un utile espediente per rendere la dieta più sostenibile.

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