CREATINA E NON RESPONDER

CREATINA: E SE FOSSI NON RESPONDER?

Affinché l’integrazione di creatina “funzioni”, c’è bisogno che sia in grado di incrementare in maniera significativa le scorte di creatina all’interno dei muscoli. Alcuni soggetti, però, hanno naturalmente i muscoli quasi completamente saturi di creatina, per cui non trarrebbero alcun beneficio da un’eventuale integrazione.

Uno dei primi studi sull’integrazione di creatina misurò sia il contenuto di creatina all’interno dei muscoli che la velocità con cui avveniva la risintesi della fosfocreatina durante le fasi di recupero. 5 soggetti su 8 riportarono che, grazie all’integrazione di creatina, le loro scorte di creatina muscolare erano maggiori del 25% e la risintesi di fosfocreatina del 35%. Gli altri 3 soggetti, invece, pari al 37,5% del campione, non manifestarono alcun beneficio dall’assunzione di creatina. (Greenhaff, 1994)

Circa 10 anni dopo, un altro studio determinò l’esistenza di tre tipi di risposte all’integrazione di creatina: di 11 soggetti,  3 (pari al 27% del campione) riportarono un grande aumento delle scorte di creatina muscolare, 5 (pari al 45% del campione) riportarono aumenti modesti ma significativi ed, infine, altri 3 non riportano alcun aumento degno di nota. I soggetti NON RESPONDER tendono ad avere scorte di creatina muscolare già elevate in partenza, minor quantità di fibre muscolari di tipo 2 e minor massa magra. (Syrotuik, 2004)

Sebbene molti dei campioni oggetto di studio siano di piccola entità, i NON RESPONDER sono una realtà non particolarmente rara, e con molta probabilità rappresentano circa il 20-30% della popolazione. Dobbiamo però immaginare la risposta alla creatina non come bianca o nera, ma come una sfumatura che può virare dal bianco al nero assumendo anche tutte le tinte di grigio che si trovano nel mezzo.

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