BIA: QUANTO È ATTENDIBILE?

BIA E ALTRI RACCONTI…

Ormai si vive con l’ossessione dei numeri e, quando si parla di sport, il piacersi e le prestazioni atletiche passano in secondo piano se sono numeri e grafici a parlare.

La BIA (bioimpedenziometria) è una metodica piuttosto economica e non invasiva per misurare la composizione corporea. La misurazione si basa su un principio piuttosto semplice: la massa magra, diversamente da quella grassa, è composta principalmente di acqua. Grazie a degli elettrodi, si fa passare una corrente a bassissima intensità attraverso il corpo che, viaggiando, incontrerà diverse resistenze a seconda dei tessuti in cui passerà. Infatti l’acqua è un ottimo conduttore di corrente elettrica, per cui i muscoli che ne sono ricchi condurranno l’elettricità diversamente da grasso e ossa che sono cattivi conduttori.

Tutto molto bello ma…

1) il corpo umano non è un cilindro uniforme con composizione e densità omogenea. Basandosi su questo assunto, le braccia e le gambe che rispettivamente contribuiscono per circa il 47% e 50% della resistenza, rappresentano rispettivamente il 4% e il 17% del peso corporeo. Al contrario il tronco che rappresenta il 50% della massa corporea, contribuisce solo per il 5-12% alla resistenza totale.

2) le equazioni predittive sono specifiche per alcune popolazioni e possono essere utilizzate solo sui soggetti con caratteristiche fisiche simili alla popolazione di riferimento.

3) alcuni impedenziometri tralasciano intere aree del corpo (ad esempio se gli elettrodi sono posizionati alle mani o ai piedi).

4) il consumo di cibo e bevande influenza i risultati.

5) l’attività fisica influisce sui risultati in quanto si ha vasodilatazione e aumenta il flusso sanguigno ai muscoli, quindi si ha una minor resistenza, cioè una riduzione di impedenza. In poche parole si ha una sovrastima della massa magra.

6) la temperatura esterna influenza i risultati in quanto la temperatura della pelle ha una relazione inversa con l’impedenza. In altre parole, più fa freddo, più aumenta l’impedenza e viceversa.

La BIA è una misurazione problematica perché si tratta della stima di una stima e gli errori sono molteplici e variabili, ecco quindi che non è molto attendibile per misurare le variazioni nel tempo. Secondo alcuni studi, si ha un errore dell’8-9%. Vale la pena?

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2543039/

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